No alla mega-terrazza sulle Procuratie
Alberto Vitucci
la Nuova Venezia, 8 ottobre 2017. Italia Nostra contro il progetto di Chipperfield chiede l’intervento della Soprintendenza: «Evitare un altro Fontego - si domanda Lidia Fersuoch -  Chissà se i tutori statali dei beni culturali questa volta avranno un po' di coraggio. Con postilla 


 «Non regaliamo la Piazza ai privati. Con la “mega-terrazza” per i loro “eventi” e vista su San Marco». La presidente di Italia Nostra Venezia Lidia Fersuoch lancia l’allarme sul ventilato progetto delle Generali di costruire sopra le Procuratie vecchie - le abitazioni dei procuratori di San Marco che risalgono al Cinquecento - una nuova grande terrazza panoramica. Richiesta già presentata, che vede la Soprintendenza dubbiosa.

Italia Nostra ricorda il precedente della terrazza del Fontego, realizzata per conto di Benetton da un altro architetto di fama, l’olandese Rem Koolhaas. Intervento all’epoca contestato, realizzato utilizzando una parte del tetto dietro le merlature cinquecentesche dell’antico Fontego. «Al coronamento gotico in pietra», continua l’esponente di Italia Nostra, «si è sostituito il coronamento contemporaneo - dicendola alla Fantozzi - in teste umane, con relativo immancabile sfavillio di flash nelle ore tarde. Tutti alla ricerca del selfie e della foto di Venezia dall’alto. Come diceva Salvatore Settis, una mega-nave piombata nel cuore di Venezia».

Per l’associazione che tutela il patrimonio artistico si tratta di un modo di fruire la città «poco rispettoso della sua storia». «Quale enorme valore aggiunto regaleremmo alle Generali con la terrazzona sulla Piazza? Privando nel contempo la cittadinanza del diritto sacrosanto di veder tutelato il suo patrimonio culturale».

Italia Nostra ricorda anche come le Generali siano state la prima grande azienda a trasferire quasi tutti gli uffici in terraferma, a Mogliano, «in anni in cui il turismo era ancora contenuto e c’era bisogno di mantenere attività economiche in laguna». «Tornano adesso con l’aureola dei santi, avendo trasformato la sede storica in sede di rappresentanza».

Infine, Italia Nostra si rivolge alla Soprintendenza: «Non vorremmo essere nei panni dei tecnici veneziani. Un bel dilemma li attanaglierà in questi giorni. Rifiutare alle Generali una terrazza “mozzafiato” in Piazza, come sarebbe ovvio in un paese che tuteli le eredità culturali, o accondiscendere alla nuova moda della contaminazione, per cui un monumento conservatosi per secoli diventa ora opera di un architetto contemporaneo in cerca di eternità a scapito della storia? Contrastare i potenti, anche con ottimi argomenti, è sempre pericoloso».

postilla


La colonizzazione di Piazza San Marco da parte della potenza finanziaria delle Assicurazioni Generali era stata già iniziata con la vicenda "restauro" dei Giardini reali, raccontata e denunciata su questo sito da Paola Somma, nell'articolo  Generali diventa “mecenate di mecenati” e conquista un altro pezzo dell’area marciana. Del resto, finché un poderoso ribaltone non muterà la cultura del "popolo bue" e la cacca del Fontego dal poker d'assi Benetton-Orsoni-Codello-Koolhaas continuerà ad avere più visitatori del Palazzo Ducale non c'è da aspettarsi nulla di meglio. 
Sul precedente scandaloso della distruzione dell'ex Fòntego dei tedeschi vedi su eddyburg, tra gli altri, gli articoli della nostra Paola Somma  e di Francesco Erbani
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