Venezia non merita questa Urbanistica
Stefano Boato Carlo Giacomini Marco Zane
Venezia camb!a, 31 luglio, 2018. La giunta Brugnaro complice della speculazione immobiliare trasforma fraudolentemente le regole urbanistiche vigenti in strumenti per la valorizzazione immobiliare. Con riferimenti


La recente delibera della Giunta del Comune di Venezia (del 26 luglio) che avvia l’approvazione di una parte del nuovo Piano degli Interventi, sostanzialmente il nuovo Piano Regolatore, se approvata dal Consiglio Comunale creerebbe un gravissimo precedente di illegittimità.

Su un totale di 587 proposte presentate se ne estrapolano 110 che vengono ritenute prioritarie per accordi pubblico-privati, di queste solo 22 vengono ritenute “di interesse pubblico” e però 100 sono comunque avviate all’approvazione in base ad Accordi proprietari-Comune che consentono l’approvazione delle proposte in deroga alle norme urbanistiche vigenti.

Gli Accordi tra Comune e soggetti privati, in base alla legge urbanistica del Veneto del 2004 (art. 6), consentono di “assumere nella pianificazione progetti e iniziative di rilevante interesse pubblico”. Le approvazioni in deroga agli strumenti urbanistici sono sempre state casi eccezionali da votare prima in Consiglio Comunale e poi da ratificare in consiglio provinciale. Ma così l’ “Urbanistica Contrattata” caso per caso con i privati diventa un sistema di pianificazione generale di interessi privati approvati in deroga, in contrasto con norme e vincoli senza modificare i piani vigenti.

Peraltro, le proposte vengono sintetizzate in poche righe che non consentono minimamente ai consiglieri comunali – che dovrebbero avere comunque la possibilità di accedere agli originali delle proposte e delle istruttorie- di valutarne contenuti e l’ipotetico “rilevante interesse pubblico” che solo può consentire al Consiglio Comunale le singole approvazioni in deroga specifiche.

Già sulla stampa emergono numerosi i casi di progetti già negati negli anni scorsi perché clamorosamente in contrasto con le normative vigenti, progetti che ora vengono riproposti e giudicati “prioritari”.

Viceversa le proposte, come quelle del Forum Arsenale, di Venezia Cambia e dell’Ecoistituto del Veneto, dichiaratamente presentate con riguardo esclusivamente a interessi pubblici, e senza diretti interessi commerciali dei proponenti, pertinenti alla strumentazione urbanistica ora in discussione, vengono tutte classificate in una categoria ‘evanescente’ denominata IDEE che le confina in una sorta di limbo, posticipandone l’esame solo dopo l’esaurimento della procedure relative a tutte le altre proposte rispondenti a interessi economico-commerciali privati.

E’ da sperare e chiedere che ora (dopo un anno di ritardo), senza prima una ampia discussione di tutta la città e del consiglio comunale, la giunta non avvii l’elaborazione dei singoli Accordi con i privati.

Il Comune di Venezia ha avuto una lunga e meritoria storia nella elaborazione urbanistica che ha sempre coinvolto nella partecipazione e discussione, anche molto accesa, tutte le forze sociali, culturali, economiche, politiche e le municipalità.

Questa città non merita, rispetto alla sua storia urbanistica, un tale degrado di merito, di mancata partecipazione e di subordinazione dei veri interessi pubblici attinenti alla pianificazione urbanistica generale a quelli dei singoli privati.

riferimenti
Link al testo della delibera n.273 del 26 luglio 2018 della giunta comunale di Venezia.
Link all'Allegato 1 con la valutazione delle proposte intervenute e i progetti approvati con il Piano degli Interventi.

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