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Chiara Paolin
La faccia tosta di Chiodi
16 Ottobre 2010
Terremoto all'Aquila
Gli sfollati del terremoto sono ancora oltre 50.000: gli albergatori non sono rimborsati e la ricostruzione non decolla. Da Il Fatto Quotidiano, 16 ottobre 2010 (m.p.g.)

Di solito i comunicati di Confcommercio e Federalberghi sono vivaci come un requiem a Ognisanti. Ma in questi giorni gli esercenti de L'Aquila stanno sparando ad altezza uomo dichiarazioni che non risparmiano davvero nessuno. Nel mirino soprattutto i teologi della ricostruzione: il premier Berlusconi, il capo della Protezione civile Guido Bertolaso, il governatore Gianni Chiodi. E proprio a quest'ultimo è stato dedicato ieri il pensiero di giornata: “Ci vuole una bella faccia tosta a fare le affermazioni che ha rilasciato contro gli albergatori aquilani - dice in una nota Federalberghi -. E quindi ormai è ufficiale: Chiodi la faccia tosta ce l’ha eccome. Invece di chiedere scusa per non aver rispettato per lunghi mesi gli impegni, è arrivato imprudentemente all’insulto che restituiamo al mittente”.

Il Commissario alla ricostruzione aveva infatti definito 'disumani' gli albergatori che, esasperati dai mancati pagamenti a partire dal gennaio 2010, minacciano di negare ai terremotati pasti caldi e pulizia delle camere. In realtà ieri, primo giorno dello sciopero, in pochi hanno aderito alla protesta. "Ma figuratevi se ce la possiamo prendere con 'sti disgraziati - confida un associato -. Siamo pure noi nei guai fino al collo e cerchiamo di far capire a tutti che non siamo lagnosi ma proprio disperati. Lo scriva eh, disperati. Ci rimangono solo gli strozzini".

Una rabbia nera, che continua anche nella nota di Federalberghi: "Se c'è qualcuno che è 'disumano' non è tra gli albergatori aquilani che bisogna cercarlo, ma al Commissariato Straordinario. Da mesi avevamo avvertito che la corda si sarebbe spezzata. Già nel maggio 2009 a Roseto i primi colleghi segnalarono che non ricevevano un soldo e sospesero le erogazioni di servizi. Quindi le chiacchiere stanno a zero, caro Chiodi e se qualcuno di voi pensa che i costi dell'assistenza e della ricostruzione debbano essere sostenuti dal sistema delle imprese aquilane, avete sbagliato genere, numero e cosa". E, tanto per chiarire, Federalberghi Rieti ha avviato le procedure di messe in mora per la Protezione civile Abruzzo.

Come dire: i 2,6 milioni teoricamente pronti per saldare il conto e promessi ieri da Chiodi, sono briciole davanti ai 60 già anticipati e mai rimborsati. Ma il messaggio è diretto anche al governo di Roma e soprattutto al sottosegretario Bertolaso, che tra un mese lascerà la Protezione civile in mano all’ex prefetto cittadino Franco Gabrielli. “Speriamo bene” sospira Alessio Di Giannantonio, portavoce di quel Comitato 3e32 che ha avuto parecchi guai sin dai tempi delle riunioni (vietate) nelle tendopoli di Campomaggio per finire al celebre sequestro delle carriole. “Ora la strategia è cambiata - spiega Di Giannantonio -. Invece di litigare su dati e soluzioni si passa direttamente a cancellare la realtà. Basta vedere l’ultimo rapporto ufficiale della Sge, la Struttura per la gestione dell’emergenza guidata da Chiodi. Siccome L’Espresso aveva scritto che gli sfollati a L’Aquila sono ancora 50 mila, lui ha fatto la magia: solo 3.065 persone ora figurano senza sistemazione, cioè quelli in albergo e nelle caserme. Tutti gli altri sono a posto. Magari stanno in casette di legno o appoggiati dai parenti, vivono a cento chilometri dalla città o si stanno fumando i risparmi per pagarsi l’affitto, ma che importa”.

Polemiche strumentali, le ha definite Chiodi, è solo una diversa catalogazione. Per la precisione, gli sfollati aquilani sono ad oggi 55.362.

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