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Roberto Petrini
Spunta un nuovo condono edilizio domani al Senato la proposta del Pdl
30 Ottobre 2012
Abusivismo
Sempre vigili, affamati e attivi i distruttori del futuro in nome del saccheggio del territorio La Repubblica,30 ottobre 2012

Il nuovo condono edilizio rischia di diventare una realtà nove anni dopo l’ultima maxi sanatoria degli abusi varata da Berlusconi. Domani l’aula del Senato, in seguito ad una procedura insolitamente veloce, ha posto all’ordine del giorno il disegno di legge di iniziativa parlamentare che porta la firma di Francesco Nitto Palma del Popolo della libertà. Il testo è, singolarmente e in modo un po’ oscuro, intitolato «Disposizioni volte a garantire la parità di trattamento dei cittadini della Repubblica in ordine ai benefici» del condono edilizio del 2004.

Il progetto, un solo scarno articolo, prevede la riapertura dei termini del condono edilizio Berlusconi- Tremonti del 2003-2004 che consentì di incassare più di 3 miliardi. La vecchia sanatoria edilizia stabiliva che si potesse aderire entro il 10 dicembre del 2004 e che i «manufatti» condonabili dovevano essere stati realizzati prima del 31 marzo del 2003. Il nuovo testo proposto da Nitto Palma lascia inalterata la data entro la quale è stato effettuato l’abuso sanabile, anche seriesce difficile verificare il mese o all’anno di una costruzione o di una modifica ad una abitazione o ad una villetta allargando a dismisura la platea dei possibili beneficiari della sanatoria. Ma il punto centrale è che il ddl riapre per circa otto anni i termini per aderire alla sanatoria portandoli fino al 31 dicembre del 2012.

Il richiamo del titolo della legge alla «parità di trattamento» è un riferimento agli abusivi della Campania che, dopo una serie di pronunciamenti della Corte costituzionale, hanno visto negate o ridotte le possibilità di aderire al condono del 2003-2004. Ma sebbene l’involucro normativo prenda spunto dalla Campania il ddl Nitto Palma vale per tutto il territorio nazionale.

Protestano le associazioni ambientaliste e anche Repubblica.it ha promosso una raccolta di firme per bloccare la pericolosa sanatoria. Gli ecodem Della Seta e Ferrante parlano di «intento criminogeno », Realacci (Pd) invita a «bloccare il condono». Qualunque sarà l’esito dell’esame che parte domani al Senato, a Montecitorio sono già pronte le barricate: «Penso che si stia tentando di rimettere in movimento il ciclo dell’edilizia di natura abusiva. D’altra parte il condono è un qualcosa che ha un ciclo quasi matematico di nove anni: primo condono nel 1985, secondo nel 1994, terzo nel 2003 e ora siamo nel 2012», osserva Roberto Morassut, responsabile urbanistica del Pd.

Sorpresa anche per l’iter-fantasma del provvedimento: fu presentato

il 2 febbraio di quest’anno, sommariamente esaminato in tre sedute in Commissione Ambiente al Senato, annunciato a sorpresa il 23 ottobre dopo un blitz della conferenza dei capigruppo che lo ha posto all’ordinedel giorno dell’aula per domani.

Infine c’è il rischio del tana libera tutti per i tre vecchi condoni, oltre che il nuovo. Solo nel Comune di Roma ci sono dal 1985 giacenti 300 mila domande e di queste circa 3.000 sono al vaglio delle Soprintendenze. Nitto Palma tende a depotenziare il ruolo delle Soprintendenze, anche se non traduce questo atteggiamento in legge, ma le nuove norme proposte dal ddl del governo sulle semplificazioni, che introducono il silenzio-assenso di 45 giorni, potrebbero combinarsi negativamente con il nuovo condono 2012 e portare ad una approvazione indiscriminata di tutte

le domande.

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