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Salerno: La variante con più cemento per “tutti”
Data di pubblicazione: 18.10.2012

Autore:

Cronaca di una operazione multi-partisan da manuale, a escludere solo ... gli interessi della città. Scritto per eddyburg

… E op-là (“un op-là da rimanerci incinta”), come da una vecchia canzone di un vecchio cantautore (Vecchioni): Così Salerno dopo 5 anni di piano regolatore ha fatto op-là !

Questa volta l’ha studiata bene, forse ancora meglio dell’agosto del 2005 quando, dopo 11 anni di gestazione, fu pubblicato il nuovo PRG del Comune di Salerno… All’inizio dell’anno 2012 si rende necessario ripresentare una variante al PRG vigente (che tante storie porta con sé- vedi QUI) . Questa variante serve all’inizio a reiterare dei vincoli espropriativi per le aree interessate a infrastrutture stradali e aree per attrezzature di interesse generale in scadenza dopo cinque anni.

Ma delibera dopo delibera diventa quasi un nuovo piano regolatore. Tanto grande che viene quasi subito sdoppiata in due. La prima, per i vincoli in scadenza, approvata subito nei tempi di legge per prevenire possibili ricorsi di privati. La seconda, per riorganizzare una decina di comparti e molto altro, riceve indirizzi dalla giunta comunale fino al mese di luglio. Normalmente a Salerno il mese di agosto è il mese preferito per far uscire importanti decisione urbanistiche e quindi anche la delibera di adozione della variante “parziale” viene pubblicata dal 2 al 17 agosto 2012. Le varie organizzazioni della società civile che per legge dovrebbero partecipare ad istruire la variante sono ascoltate nel mese di marzo su non si sa che cosa visto che i provvedimenti di giunta arrivano fino a quello di luglio che decide di “valorizzare” (vendere a privati) 6 aree pubbliche 3 delle quali tra le più centrali della città.

La variante, definita “parziale”, è anche l’occasione per riordinare tante situazioni di “criticità”, come si dice in relazione. E’considerata quasi un riordino del PRG (PUC in Campania) in vigore dal gennaio 2007, spiegando che passati 5 anni è naturale rivedere le premesse ed i contenuti di un piano e quindi riordinare vari comparti edilizi che non hanno trovato attuazione e “sanare” certe situazioni verificatesi in questi anni trascorsi. Tutto questo, però, ignorando la variazione più importante di questi anni : Il drastico abbassamento demografico della città.

Dalla relazione di piano del 2005 si asseriva (con dati forniti dal Comune di Salerno) che la popolazione residente anagraficamente a Salerno era di 149.000 abitanti nel 1999 e 144.000 nel 2005 a cui si sarebbe dovuta aggiungere una stima di 7000 abitanti in più perché non registrati anagraficamente, per un totale di 156.000 abitanti scesi poi col decremento, già intervenuto nel 2005, a 151.000 abitanti. A giugno 2009 l’ISTAT comunicava che gli abitanti di Salerno erano 139.585 e a giugno 2012 erano 133.204. L’attuale Piano Regolatore Generale di Salerno è dimensionato, dalla data di entrata in vigore (gennaio 2007), per una popolazione (voluta) di circa 180.000 abitanti. Questo numero di abitanti “voluti” è confermato anche dalla variante in questione pubblicata ad agosto del 2012.

Così con questo Piano e questa Variante abbiamo quasi 50.000 abitanti in più, con conseguenti vani in costruzione, non supportati da nessun valido studio o valida previsione ma solo da una volontà puramente cementificatrice .Anche la linea dell’Amministrazione Comunale, nel sostenere che costruendo più case i prezzi delle stesse siano destinati a scendere, è sconfessata dalla constatazione a livello nazionale e mondiale che il prezzo delle case, anche con maggiore offerta, rimane costante o scende di pochissimo ed invece, di contro, è fortissimo il rischio di “bolle immobiliari” come nella vicina Spagna con conseguenze catastrofiche per il credito finanziario locale. È proprio l’impianto generale del PUC a non essere valido come detto invano nelle osservazioni del 2005 e come ribadito a maggior ragione adesso nel 2012.

Con il ragionamento a base di questo PUC non si vede perché lo stesso piano non poteva essere dimensionato per 200.000 o per 250.000 abitanti… sono certamente numeri presi a caso o degni di altri calcoli. Ed anche il calcolo e la localizzazione degli standard per abitanti lascia molto perplessi ed, in certi casi, quasi in odor di truffa. La fascia di mare (49.223 mq) antistante il Lungomare Trieste è ancora calcolata a verde pubblico. Stessa cosa per l’area della Caserma d Avossa (83.003 mq). Le aree da “valorizzare” (vendita a privati) prese in considerazione da questa variante erano in precedenza quasi tutte considerate aree a standard e adesso dopo la “valorizzazione” abbiamo, in aree densamente popolate, altri uffici, 1226 abitanti in più con verde pubblico e standard in meno.

Non si capisce come sia possibile, in zone sature, levare aree assoggettate a standard di parcheggio e di verde pubblico (piazza Concordia Mazzini/via Vinciprova) e ricoprirle di uffici e residenze con altri 1226 abitanti e che il tutto sia lecito e giudicato compatibile con il dimensionamento del piano. A questo punto potremmo sicuramente dire che se passasse questa linea gli abitanti del centro città che volessero un po’ di verde pubblico lo dovrebbero cercare a chilometri di distanza, ai confini del territorio comunale, a dispetto della raggirata legislazione nazionale che indica una congrua distanza dal dove posizionare gli standards relativi di ogni zona omogenea.

Infatti, dal riordino di 10 comparti , quasi tutti localizzati in periferia, si son avuti 1226 abitanti in più che abilmente son stati riposizionati nelle poche aree pubbliche del centro rimaste ancora libere (altri 203 in periferia su una zona fronte mare destinata in precedenza a verde)
“Abilmente riposizionati” significa che, anche dopo la travagliatissima esperienza del Crescent (l’ecomostro sul mare che ha fatto parlare l’intera stampa nazionale – vedi QUI e QUI), l’Amministrazione Comunale di Salerno, con in testa il suo “famoso” sindaco Vincenzo De Luca, ha preso gusto a vendere le aree pubbliche di pregio per farci costruire sopra nuove residenze, uffici ed alberghi destinati - per posizione e costi - ad una clientela extra lusso. Cosi nella centralissima Piazza Mazzini si venderà a privati un suolo che porta in dote 18.000mq di solaio per alberghi o uffici, o nella baricentrica via Vinciprova terreni per farci case per 613 abitanti, così come altri 613 abitanti nell’ambitissima area pubblica sul mare accanto al Grand Hotel (anch’esso costruito su area già pubblica).

Oltre alle fondamentali questioni del dimensionamento del piano regolatore attuale e riproposto, la “vendita dell’ultima argenteria di casa“, la variante “parziale“ fa suoi vari interventi di notevolissima importanza (ma mai discussi con la cittadinanza) come per esempio arditi collegamenti viari e la continua devastazione del litorale cittadino. Infatti nella variante ci ritroviamo il collegamento viario di allacciamento del nodo autostradale all’angusto (per posizione) porto commerciale di Salerno (il progetto viario non era ancora inserito nel PUC presentato nel 2005). E’ un opera questa chiamata “Porta Ovest” di una grande complessità, da enormi costi e tempi lunghissimi. E’stato velocemente appaltato il primo lotto (indipendente dal resto) che comprende lavori intorno al vallone Cernicchiara ma la parte più consistente e cioè lo sventramento in galleria dell’intera montagna che sovrasta tutto il porto commerciale è ancora da venire. La cosa più logica sarebbe quella di fare una pausa di riflessione sulla vera utilità di quest’immane opera che una volta completata non si discosterà più di tanto dalla situazione attuale (non è previsto nemmeno il collegamento ferroviario – collegamento vitale per un porto commerciale!) con il rischio che dopo tanti anni, tanti investimenti di pubblico denaro, rischi di crolli, intralcio alla circolazione veicolare, le esigenze dell’attuale porto commerciale siano nel frattempo cambiate o addirittura che sia stato delocalizzato.

Anche la sagoma del progetto del cosiddetto Porto turistico di Pastena (o “polo nautico”) compare nei grafici di questa variante. Sarebbe, oltre il già menzionato porto commerciale, il quarto o quinto progetto di porto turistico insistente sui 9 km di litorale ricadente nel comune di Salerno. A vedere il progetto assomiglia più ad una lottizzazione a mare che ad un ennesimo porto turistico sulla nostra costa. Il tutto poi progettato su una zona soggetta a specifico vincolo ambientale (D.M. 17/5/1957 riportato anche nella carta dei vincoli allegato al PUC) il quale vieta espressamente qualunque costruzione o altro che in quella zona possa ostacolare la visione dalla strada dell’intero golfo di Salerno.

Sospeso invece il discorso per l’altro porto turistico, il centralissimo “Masuccio Salernitano”, dove sui grafici è stato tratteggiato un semplice semicerchio con una bella sigla (FP3) sulla sagoma del porticciolo esistente. Come per dire – ci stiamo ancora lavorando – ma, dalla (inquietante) presentazione del plastico a fine 2009 con grattacielo stile Abu Dhabi che svetta dal raddoppiato porto, sapete a cosa stiamo lavorando.

Nel centro storico alto troviamo anche la ratifica dell’alienazione di Palazzo San Massimo dal patrimonio comunale e quindi dalla possibile fruizione pubblica. Era stato, con la sua storia e con i suoi volumi, uno degli edifici protagonisti, nell’ormai lontano 1998, di quel sbandieratissimo Concorso Internazionale d’Architettura chiamato “Edifici Mondo”, miseramente e tristemente fallito. Altre zone gialle (“C” di espansione residenziale) in ex zone verdi compaiono in queste tavole della variante che riepiloga quello che già si è fatto, avendo messo a posto le carte, in poco più di 5 anni. Basta alzare gli occhi sulle colline intorno la città per vedere interi crinali devastati da palazzine della ”nuova” classe cementificatrice.

Queste sono solo alcune chicche urbanistiche che hanno portato ad una rapida cementificazione, ancora non del tutto conclusa, del territorio comunale di Salerno. Comune che, con la sua innegabile dinamicità, riesce a far contrabbandare false metodologie addirittura per “modelli”. Che arriva perfino ad organizzare con enfasi, per l’anno prossimo, il convegno nazionale dell’ INU (istituto nazionale di urbanistica). Che arriva a ricevere il plauso da tutti quelli che cercano un posto al sole senza fare tante domande al manovratore.

Se questa è urbanistica …

Autore : arch. Paolo Ferraiolo ( paoloferra@tin.it)

Dello stesso autore sulla vicenda Crescent di Salerno
da www.eddyburg.it :
Salerno Nuovi incubi urbani. 30.01.2009 http://eddyburg.it/article/articleview/12557/1/127
Piazza e pazzie a Salerno11.06.2009 http://eddyburg.it/article/articleview/13331/1/376
Salerno: Il sindaco con “il film in testa”02.02.2010 http://eddyburg.it/article/articleview/14612/1/127

Info : PRG di SALERNO ( a cura di Italia Nostra Sez. di Salerno)

Storia del Piano della Salerno del Duemila - prima parte -1/2 - Dicembre 2009

http://www.youtube.com/watch?v=KxM_pwFjRRY

Storia del Piano della Salerno del Duemila - seconda parte - 2/2 - Dicembre 2009 http://www.youtube.com/watch?v=lDZp5aO8jyA&feature=relmfu









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