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0 > Urbanistica e pianificazione > Scuola di Eddyburg > Se/Ed 2012 - 1° Seminario della scuola di eddyburg > eddyburg al Forum sociale urbano 2012

1. Movimenti e istituzioni: un rapporto difficile, ma necessario
Data di pubblicazione: 28.09.2012

Autore:

Sintetico resoconto dell'incontro organizzato da da eddyburg e dalla sua scuola estiva di pianificazione nell'ambito del Forum Urbano Sociale 2012. In attesa degli altri interventi promessi, che inseriremo man mano che ci perverranno

SEED NAPOLI: Movimenti e istituzioni: un rapporto difficile, ma necessario

Dal 1° al 6 si è svolto a Napoli il 2° Forum urbano sociale, aperto da in dialogo tra l'ambientalista canadese Dimitrios Roussopulos e l'urbanista italiano Salzano, sul tema Beni comuni e Diritto alla città, moderato dall'urbanista francese Yves Cabannes

Nell'ambito del forum si è svolto un incontro promosso da eddyburg.it e dalla sua scuola estiva di pianificazione, in prosecuzione del Seminario svolto nei giorni precedenti a Sezano (VR). L'incontro è stato aperto dagli interventi di Mauro Baioni e Ilaria Boniburini che hanno illustrato le intenzioni, lo svolgimento e le conclusioni del seminario, tenuto a Sezano (VR) e dedicato al tema “Movimenti e istituzioni: soggetti antagonisti o sottoscrittori di un nuovo patto”.

Boniburini, dopo aver riepilogato il percorso settennale della Scuola di eddyburg, ha riferito sul contenuto della prima giornata del seminario. Questa ha confermato l’attualità e l’importanza dell’interrogativo posto dal tema, anche alla luce delle posizioni recentemente sviluppate dal geografo marxista David Harvey, largamente considerato come il più interessante studioso dell’attuale condizione urbana. Nella riflessione di Harvey sono rilevanti due elementi: (1) l’enfasi posta sul ruolo che le “città, condotte dal neoliberismo al più profondo degrado e disagio sociale, possono svolgere come matrici di un’alternativa radicale per la costruzione di una società migliore; (2) la sottolineatura di alcuni limiti presenti nei movimenti urbani, che impediscono alla loro azione di uscire compiutamente da una visione localistica (mentre le radici dei problemi sono spesso globali e richiedono una visione multiscalare), nonchè di rinunciare al necessario equilibrio tra dimensione “orizzontale” e dimensione “verticale” della democrazia; la necessità di approfondire l’analisi di concetto fondamentali ma ancora insufficientemente esplorati, come quello di beni comuni, soprattutto in riferimento alla città. Baioni ha completato il resoconto del seminario di Sezano, con il confronto delle esperienze di partecipazione in due realtà molto distanti tra loro: la Toscana che approva una legge sul «diritto alla partecipazione», il Veneto teatro di conflitti che superano la dimensione locale (Dal Molin).
In Toscana è evidente il grande valore di una legge sulla partecipazione come strumento di garanzia per dare voce a tutti coloro che non sono portatori di interessi specifici. I primi anni di applicazione non hanno dato gli esiti sperati, con riferimento sia alle scelte territoriali, sia alla qualità del coinvolgimento dei cittadini. In Veneto, per contro, dove il conflitto è stato aspro e profondo, la mobilitazione ha aperto alcuni spiragli insperati per un rinnovamento della politicamultiscalarità come problema ineludibile. Baioni ha concluso l’intervento suggerendo di riprendere alcuni temi discussi a Sezano: è possibile immaginare una rivoluzione condivisa – ovverosia un cambiamento radicale sollecitato da forme di mobilitazione molto ampie?; è necessario rafforzare il “coordinamento” delle iniziative locali, oppure possiamo immaginare una “diffusione virale” delle istanze e delle idee che animano i movimenti? Che relazione c’è i conflitti attuali e quanto gè ià accaduto alla fine degli anni sessanta? La condizione inedita in cui ci troviamo può essere vista come un’opportunità per un cambiamento più radicale? dobbiamo puntare oggi a progressi graduali, oppure è necessario un «nuovo patto» fondativo?

Il divorzio tra due parole, pianificazione e democrazia

L’incontro è proseguito con gli interventi di Edoardo Salzano, Vezio De Lucia, Oscar Mancini e Chiara Sebastiani.

Riferendosi alle conclusioni del seminario di Sezano, Salzano ha sottolineato come nel rapporto tra le due parole movimento e istituzioni sia implicito un conflitto, che ha molte facce. Per chi si occupa del territorio come habitat della società, quel conflitto si esprime nel divorzio tra due parole che dovrebbero essere profondamente congiunte: pianificazione della città e del territorio, e democrazia. Dopo aver ragionato sulla rottura del rapporto tra popolo (cui la Costituzione attribuisce la sovranità) e istituzioni e sulla necessità di un’attenta riflessione sul “ventennio della speranza” (anni 60 e 70) Salzano ha proposto due temi di lavoro:
(2) comprendere meglio, più profondamente, quello che è successo, come e perché il mondo (e l’habitat dell’uomo) sono diventati così come sono e non ci piacciono, e su che cosa si può far leva per cambiarli. Occorre approfondire analisi che non si fermino alla superficie delle cose, che non siano “disciplinari”, che sappiano cogliere insieme le tre dimensioni dell’habitat dell’uomo (urbs, civitas, polis). I molti testi di Harvey, che Ilaria ha sinteticamente ricordato (e gli altri che abbiamo utilizzato nelle precedenti sessioni della scuola e che ritrovate nel nostro nuovo libretto) costituiscono un materiale utile a questo fine. Su un testo di Harvey non ancora pubblicato in Italia, Rebel Cities,occorrerà ritornare in altre occasioni in particolare perché sembra rappresentare un punto di vista molto interessante per chi, come noi, si occupa di città e di pianificazione e ha esperienze di lavoro che lo hanno condotto a ragionare in modo diverso da quello comune a gran parte dei movimenti attuali su temi come il rapporto tra democrazia diretta e democrazia delegata, sui limiti della prima se posta come dimensione esclusiva, sulla necessità di momenti verticali e momenti orizzontali nel processo delle decisioni, nonché sul ruolo essenziale di una visione interscalare dei problemi e delle decisioni.

(2)riconquistare la politica: non quella che denunciamo oggi nella sua configurazione attuale, ma quella espressa nelle parole della Scuola di Barbiana: fare politica è scoprire che se un problema è comune si può a ffrontarlo solo se si lavora insieme, e che questo è fare politica. Passare dall’IO al NOI. Partire dai luoghi nei quali si manifestano problemi che sono comuni agli abitanti di un luogo o di una condizione, che sono sentiti come tali e che i soggetti che abitano quel luogo o quella condizione, che condividono quel disagio, vogliono superare cercando insieme la soluzione di quel problema e lottando per farla diventare vittoriosa,

Vezio De Lucia ha concentrato il suo intervento su due aspetti critici nell’elaborazione della Scuola di eddyburg: molti ragionamenti e analisi trascurano il profondo dualismo che caratterizza l’Italia, trascurando la gravità del livello che ha raggiunto la condizione meridionale. Ciò si riflette anche in una sopravvalutazione della positività dei movimenti che spesso, e in particolare nel Sud, sono alimentati da tensioni antilegalitarie, nelle quali trovano ampio terreno di pascolo le fanterie della criminalità organizzata.

Multiscalarità dei problemi, tema ineludibile

Se concordiamo nel registrare e criticare la crisi profonda delle istituzioni (a partire dai partiti) e nel constatare la fragilità dei movimenti ha replicato Oscar Mancini, non possiamo però non cogliere gli elementi positivi espressi da questi e impegnarci perciò nello sforzo di superare i loro limiti, di accrescere la loro consapevolezza del carattere olistico dei problemi e della radicalità delle soluzioni necessarie. Partendo da questo giudizio Mancini, sulla base della sua esperienza di ex sindacalista impegnato nelle grandi battaglie per la tutela dei beni comuni nel Veneto e alla scala nazionale (acqua, nucleare, lavoro), sostiene che i movimenti che nascono su base locale, via via che maturano esperienze di lotta, non rimangano affatto chiusi dentro la prigione che li tiene lontani dai grandi problemi nazionali e internazionali, ma diventano il mezzo per rileggere in modo nuovo e ravvicinato il rapporto tra i cittadini e la politica, un metodo induttivo per metterne alla prova la qualità. Condivide il giudizio che la sovranità popolare è stata sostituita dalla dittatura dei cosiddetti mercati ovvero del capitale industriale/finanziario. Che in questo sta forse la causa più profonda della crisi dei partiti e della democrazia rappresentativa e che è maturo il tempo per la sinistra di assumere la dimensione dell’Europa politica e sociale, più in generale di un nuovo internazionalismo. Ecco perché il tema della multiscalarità dei problemi, posto da David Harvey e ben noto all’esperienza degli urbanisti, è un tema ineludibile. La vicenda referendaria dimostra che quando i problemi vengono affrontati alla scala giusta vale la massima di Gandhi: “Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci”.

Sulla stessa lunghezza d’onda si è posto l’intervento della politologa Chiara Sebastiani sottolineando la grande rilevanza di due questioni: (1) l’assoluta necessità che tra il popolo (i movimenti) e le istituzioni, si collochi di nuovo una cerniera pienamente “politica”, capace di conferire coerenza, progetto, durata ed efficacia alla tensioni per uscire dal disagio urbano; (2) e che i movimenti assumano piena consapevolezza del ruolo centrale di una pianificazione urbanistica “socialmente ed ambientalmente orientata” per realizzare un habitat dell’uomo nel quale il diritto alla città non sia più solo una rivendicazione, ma divenga una città progettata, costruita e gestita come bene comune.

La ristrettezza del tempo, la ricchezza degli argomenti e la necessità di approfondire il confronto ha suggerito di proseguire la discussione on line mediante l’invio di interventi all’indirizzo eddyburg@tin.it, ai quali i relatori tenteranno di rispondere proseguendo il dibattito solo iniziato. nella sala dell’ex Asilo Filangeri (e.s.)








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Settis, Salvatore
( 26.10.2012 08:31 )
Emiliani, Vittorio
( 22.10.2012 20:23 )
Settis, Salvatore
( 21.10.2012 14:30 )
Lungarella, Raffaele
( 16.10.2012 04:44 )
( 07.10.2012 15:28 )
( 07.10.2012 10:13 )
Eddyburg
( 28.09.2012 14:27 )
Mancini, Oscar
( 28.09.2012 14:10 )
Salzano, Edoardo
( 27.09.2012 15:09 )
D'Onofrio, Francesco
( 27.09.2012 15:05 )
Emiliani, Vittorio
( 02.09.2012 17:09 )
Foschi, Marina
( 02.09.2012 13:39 )
( 31.08.2012 08:05 )
"The Right to the City for the Defense of Common Goods", Dialogo tra l'ecologista canadese Dimitri Roussopoulos e l'urbanista Edoardo Salzano, Napoli, 3 settembre ore 9,00 -->
Montanari, Tomaso
( 29.08.2012 16:11 )
De Lucia, Vezio
( 28.08.2012 16:47 )
( 28.08.2012 16:35 )
Turroni, Sauro
( 27.08.2012 12:01 )
( 23.08.2012 15:12 )
Montanari, Tomaso
( 11.08.2012 15:26 )
( 05.08.2012 11:12 )

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