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Sauro Turroni
Addio a Italo Insolera
27 Agosto 2012
Altri padri e fratelli
Cominciamo a pubblicare una serie di ricordi del grande urbanista che ci ha lasciato questa mattina. Scritto per eddyburg, 27 agosto 2012 (m.p.g.)

Anche Italo ci ha lasciato. Siamo sempre più soli a contrastare l’inesorabile avanzata del cemento e dell’asfalto sui paesaggi italiani, a difendere i nostri beni culturali dalla manomissione, a cercare di contrastare il mercimonio a cui si sono ridotti l’urbanistica e il governo del territorio.

Le sue idee, i suoi scritti, insieme con quelli di Antonio Cederna hanno indirizzato la vita di molti di noi. E’ stato così anche per me, sia per quel che riguarda l’attività professionale sia quella politica.

Di lui voglio ricordare due cose fra tante : l’appoggio forte e senza alcuna remora alla durissima ed estenuante battaglia che avevamo intrapreso per impedire la manomissione del San Domenico di Forlì, aiutandoci col suo sostegno e la sua autorevolezza a contrastare un progetto che avrebbe devastato una antica chiesa e i chiostri del convento, restituiti oggi alla città, finalmente restaurati ed adibiti a spazi culturali così come anch’egli suggeriva. Ricordo la fermezza con cui volle che il Piano Paesaggistico dell’Emilia Romagna a metà degli anno 80 venisse rappresentato interamente con tavole colorate, di immediata lettura e inequivocabile comprensione, anche e soprattutto per i cittadini che avrebbero così potuto meglio comprendere il sistema di tutele a cui veniva sottoposto il paesaggio della nostra regione di cui le carte ne rappresentavano anche gli elementi costitutivi.

Quando in Parlamento, talvolta anche in solitudine, cercavo di contrastare provvedimenti che avrebbero minacciato il nostro patrimonio storico artistico, i nostri beni archeologici, o quelli con cui si cercava di venderli o quando si varavano condoni edilizi, quando contestavo ciò che si voleva fare a Roma con sottopassi come a Castel Sant’Angelo o con piazze manomesse come quella di Montecitorio sapevo sempre che avrei ricevuto da Italo un sostegno sobrio e fermo che mi sarebbe stato di grande e insostituibile aiuto e conforto.

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