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«No al reato di lettura in Toscana»


Eddyburg Opinioni e interventi Posta ricevuta

Marvi Maggio, Cobas RSU Regione Toscana

Fahrenheit 451 è un romanzo di fantascienza scritto da Ray Bradbury nel 1951-1953. E’ ambientato in un ipotetico futuro nel quale leggere o possedere libri è considerato un reato. Esiste un apposito corpo dei vigili del fuoco che ha il compito di rintracciare chi si macchia del reato di lettura e di bruciare ogni volume. I cittadini che rispettano la legge devono utilizzare la televisione per istruirsi e informarsi ed il governo utilizza la televisione per definire ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.

Alla ricerca di risparmi la Direzione Generale Organizzazione della Regione Toscana ha proposto una decisione, assunta dalla giunta regionale il 6 agosto 2012, che prevede di “ricongiungere la biblioteca della giunta e quella del consiglio”. Ma, come vedremo, a ben vedere si tratta di soppressione della biblioteca della giunta perché per i libri e i documenti il posto non c’è.
I lavoratori della biblioteca della Giunta fanno notare che “la condizione indispensabile e imprescindibile per l’unificazione delle due strutture sono gli spazi e la nuova sede della biblioteca del consiglio in piazza dell’Unità, ma questa così come è attualmente progettata, non è assolutamente in grado di accogliere né il patrimonio documentario della giunta né il personale ad essa dedicato” (lettera del personale della biblioteca della giunta inviata al loro coordinatore Ravenni e per conoscenza alla RSU). L’insufficienza degli spazi per la biblioteca in piazza dell’Unità rischia tra l’altro di impedire la costruzione della mensa (di cui è nota la assoluta necessità e urgenza), senza tuttavia risolvere in alcun modo il problema. Altra perla della proposta è di spostare i libri della biblioteca della giunta che sono attualmente allocati in via Valdipesa nei locali di Ospedaletto (Pisa). Ovvio che non potranno più essere consultati, né presi in prestito.
Qualcuno ha pensato che due biblioteche siano un doppione, uno spreco, che un volume doppio vada mandato al macero (nella versione regionale dei roghi di Fahrenheit), ma un doppio volume vuole semplicemente dire che due persone possono leggere lo stesso libro contemporaneamente senza doverlo comperare. Due biblioteche significano maggiore possibilità di accesso. Molti studenti trovano i testi per studiare nella biblioteca della giunta. La biblioteca della giunta posta nel palazzo B sesto piano è stata rinnovata nel 2009 con una spesa ingente che verrà bruciata per ospitare uffici. Ma questo poco importa a chi non legge, non sa cosa sia la cultura e, forse non a caso, comanda e dirige in Regione Toscana.
Con questa fusione non vengono garantiti i livelli di servizio erogati prima degli interventi. Una biblioteca che esisteva non ci sarà più. In mancanza di posto molti documenti e libri andranno in fumo. Chi può pensare che la soppressione di una struttura con le sue reti di relazione lasci immutato “il livello dei servizi erogati”?
Come ci ricordano i colleghi che lavorano alla Biblioteca: “la biblioteca della giunta…come ogni biblioteca vive dei rapporti con la propria utenza, interna ed esterna; ha creato negli anni una solida rete di relazioni con gli enti regionali e con le biblioteche del territorio e delle università toscane; porta avanti progetti di innovazione tecnologica in campo documentario; soprattutto, conserva un inestimabile patrimonio documentario che rappresenta la memoria storica della regione”. La biblioteca della giunta coordina la rete delle biblioteche e delle strutture documentarie della Regione Toscana, delle sue agenzie e dei suoi istituti e la sua scomparsa determinerebbe un indebolimento delle strutture documentarie aderenti, sia dal punto di vista organizzativo che economico.
Questo inestimabile patrimonio di conoscenza e di cultura, questo luogo di rapporto fra Regione e cittadinanza, va difeso. La biblioteca è essenziale anche per noi lavoratori, almeno per quelli che sanno quanto sia (o dovrebbe essere) importante la conoscenza per il proprio lavoro.
La biblioteca della giunta è un bene comune da difendere!
Marvi Maggio, Delegata Cobas RSU Regione Toscana
Le strade attraverso le quali passa il mainstream sono infinite: dalle autostrade ai piccoli sentieri. Ma l’obiettivo è unico: spegnere sul nascere ogni pensiero critico, quindi impedire la diffusione della conoscenza. Per i sostenitori di TINA (There is no alternatives) le biblioteche e il loro accesso sono luoghi dai quali può nascere un focolaio di qualcosa che può essere… più grave del terrorismo. Siamo sicuri che chi ha deciso di unificare due importanti fonti d’informazione della Regione Toscana, e ridurne quindi la potenza complessiva, non condivide l’ intenzione repressiva che vogliamo denunciare, ma spesso sono proprio gli innocenti i migliori collaboratori delle azioni oggettivamente perverse.



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