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«Metro linea C, ma non è una cosa seria»
Data di pubblicazione: 14.03.2012

Franco Girardi, Roma

Sui giornali della capitale è comparsa la notizia, proveniente dalla Corte dei Conti, secondo la quale per esaurimento dei fondi disponibili verrebbero sospesi i lavori della linea “C” prevista nell’attuale piano regolatore. Se non erro per ora si tratta solo dei lavori di assaggio del sottosuolo nel tratto Colosseo – San Pietro, di attraversamento del Centro Storico, ma la notizia ha destato sorpresa e incertezza per ciò che resta da fare, anche se non più di tanto per i romani che conoscono la loro città.
Nella non breve vicenda dei Piani regolatori di Roma la rete metropolitana sembra tenere il ruolo della collana di perle o brillanti,che la signora bene aggiunge a completamento e prezioso abbellimento dell’abito da sera con cui mostra le proprie bellezze. Nella elaborazione dei Prg. la rete di trasporto pubblico su ferro viene per ultima come completamento e adempimento finale dei disegni di piano. Cosi è stato per il Prg 1962 e cosi è dell’ attuale in corso di approvazione.
Il fatto è che se si guarda la città di Roma come è oggi e sarà domani non sono pochi gli interrogativi che vengono dal disegno della rete metropolitana proposta. All’origine dei dubbi sta sicuramente la preminenza data alle urbanizzazioni nello studio del piano, secondo una logica che considera il Pr. soprattutto come distributore di rendite immobiliari, e guarda in subordine la rete di trasporto senza vedere che in questa come in uno schema si riflette la configurazione stessa della città, in specie se ha raggiunto la dimensione metropolitana caratterizzata da forti e diffusi flussi di mobilità.
Poi ci sono i principi a cui si è ispirato il disegno di rete; e qui di pregiudizi che vengono dal passato non sono minori dei dubbi presenti, come nel caso della linea “B” originalmente a servizio del Sistema Direzionale Orientale: una previsione che allo stato presente (e forse un po’ troppo corrivamente) sembra morta e sepolta per sempre.
Infine ci si può chiedere perché nel disegno della rete metropolitana si è trascurato un principio che se ben applicato può far risparmiare opere e denaro e viene sempre conclamato a parole: la città del futuro sarà il risultato di un opera di recupero e riuso di quella esistente prodotta nel corso della storia. Allora perché non adottare questo principio fin dal disegno della rete metropolitana futura sviluppandola da quella esistente, che già serve una parte se pure insufficiente del territorio, e come in altre città può essere estesa su opportune biforcazioni risparmiando percorsi e costi.
Ovviamente qui non finiscono gli interrogativi, ma questi dovrebbero bastare a ben ricominciare. Non è immaginabile Roma oggi e ancor meno domani senza una sua adeguata rete metropolitana.

Capita al momento giusto l'intervento di Franco Girardi, quando si sta aprendo il confronto per le elezioni amministrative dell'anno prossimo. In una città le cui aree centrali sono sempre più vuote di abitanti e piene di nuove attività, il tema della metropolitana è d'importanza vitale. (v.d.l.)








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