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Un libro: La città venduta
Data di pubblicazione: 02.01.2012

Maria Pia Guermandi (a cura di), La città venduta, Gangemi, 2011.

Maria Pia Guermandi (a cura di), La città venduta, Quaderni di Italia Nostra n. 29, Gangemi Editore, Roma, 2011, p. 160, € 20.00

Italia Nostra e l’urbanistica: un rapporto indissolubile dal 1955 ad oggi. A raccontare in particolare gli ultimi, pessimi, lustri della vicenda urbanistica nel nostro paese, c’è ora il Quaderno n. 29 che contiene gli Atti del Convegno “La città venduta”, organizzato a Roma il 6 aprile di quest’anno. Data non casuale, quella dell’anniversario del terremoto a L’Aquila: il capoluogo abruzzese diviene infatti simbolo tragico della dissoluzione del ruolo della città e conseguenza estrema del dilagare delle pratiche di “urbanistica contrattata”.

Fu Italia Nostra, per prima, negli anni 80 a denunciare i pericoli del così detto “rito ambrosiano” attraverso il quale gli atti autoritativi della pianificazione tradizionale erano sostituiti da atti negoziali con attori privati e si attuava così la distorsione completa del concetto di pianificazione pubblica.

Il Quaderno di Italia Nostra analizza quei fenomeni che si prolungano fino all’oggi a partire da alcuni casi esemplari: oltre a L’Aquila, Milano, Roma, Torino, le città emiliane. Chiarissimo vi appare, nella successione delle vicende, lo stretto parallelo che intercorre fra l’urbanistica contrattata e il cancro di tangentopoli le cui metastasi arrivano ai nostri giorni, diramate in ogni luogo del Bel Paese, da Firenze a Sesto San Giovanni.

Se vent’anni fa la denuncia delle distorsioni dell’urbanistica contrattata vedeva Italia Nostra praticamente isolata, negli ultimi anni le sue conseguenze fallimentari sulla qualità urbana e sull’economia delle nostre città cominciano ad essere evidenziate da settori sempre più larghi dell’urbanistica e della società civile. Eppure nelle iniziative legislative che hanno contraddistinto questi ultimi anni, dal disegno di legge Lupi al piano casa, la deregulation è diventato l’obiettivo cardine di una politica incapace di trovare altre soluzioni ad una crisi economica sistemica se non il rilancio, spesso in forme incostituzionali, dell’economia del mattone, arcaica e distruttiva. Si è così radicalizzato l’assoggettamento del pubblico alle richieste del privato, mascherato dall’opacità delle pratiche di pianificazione.

Ma in decine di città e borghi l’attività delle sezioni di Italia Nostra contribuisce a salvare dalla distruzione qualche lembo, grande o piccolo del nostro territorio, denunciando le pratiche di pianificazione contrarie ad una visione coerente del disegno urbano e funzionale al benessere della collettività. Questo Quaderno è uno strumento in più a favore di questa battaglia per un destino diverso delle nostre città.

Dal volume:

Maria Pia Guermandi, Una storia in trincea: Italia Nostra e l'urbanistica
Edoardo Salzano, Vent'anni e più di urbanistica contrattata
Giuseppe Boatti, Milano PGT: Privati Gestiscono Tutto









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