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“Indovinello veronese”
23 Agosto 2008
Lettere e Interventi
Paolo Cecchi

Caro Eddyburg, forse alla tua cartella dedicata alle “Parole” potrà trovare asilo questo breve testo noto come "indovinello veronese" - vergato sul margine di un documento oggi conservato presso la Biblioteca Capitolare della città scaligera, e databile attorno al 900 d.c. - è il primo esempio letterario del proto-volgare, un latino tardissimo che va già trasformandosi in italiano:

Se pareba boues

alba pratalia araba

& albo uersorio teneba

& negro semen seminaba

Spingeva avanti i buoi,

un bianco campo arava

e teneva un bianco aratro,

e nero seme seminava.

È interessante che questo testo oggi così lontano, ove già l'italiano occhieggia bambino sotto le gonne della madre latina ormai decrepita, descriva l'atto dello scrivere, la scrittura, attraverso la metafora-indovinello (peraltro insita nella doppio significato del latino "versus": verso poetico, ma anche solco) del bue che ara i campi, dell'aratro che scava il solco, del contadino che sparge i semi. Metafora della metafora: copula con la carta da cui nasce la parola-fantolino?

Per chi voglia approfondire consiglio il saggio di Julián Santano Moreno, Il solco e il verso. Il luogo della metafora, "Rivista di filologia cognitiva", I, 2003; anche all'indirizzo web " http://w3.uniroma1.it/cogfil/solco.html"

Grazie, , tutto quello che aiuta a comprendere la complessità e la ricchezza dei nostri patrimoni è utile.

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