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Sublagunare: Nei DS scontro Vianello-Vanni
20 Agosto 2005
La metropolitana sublagunare
Sarebbe bello se qualcuno discutesse anche sul merito della proposta! A quale "progetto di città" è utile la metropolitana sublagunare? In che modo modifica il funzionamento attuale? Silenzio: si discute solo di competenze e di soldi. Da il Gazzettino del 4 agosto 2004

È una polemica tutta interna ai Ds quella sulla sublagunare e sui finanziamenti (veri o presunti, a seconda dei punti di vista) che il governo ha annunciato per l'opera nel Documento di programmazione economica e finanziaria: 290 milioni di euro, anziché i 220 previsti. Una "pioggia" di soldi che ha dato il "la" al sindaco Paolo Costa e al presidente Actv, Walter Vanni, per annunciare il prolungamento fino al Lido. Ma è proprio su Vanni, ex consigliere regionale diessino e uomo del partito di lungo corso, che calano le critiche di Michele Vianello, deputato della Quercia che invece è molto scettico sulla possibilità che i soldi inseriti dal governo nel Dpef ci siano veramente.

Vianello attacca Vanni sul piano politico dopo che il presidente di Actv, a capo della cordata di imprese che deve realizzare la sublagunare, aveva definito indispensabile una intesa tra la maggioranza del centrodestra e la maggioranza del centrosinistra per realizzare le grandi opere.

«Eh no - sbotta Vianello rivolto al "compagno" Vanni - non ci siamo proprio, niente trucchi. È diseducativo verso una città continuare a illuderla, costringerla a una spasmodica ricerca di denaro pubblico anche quando non c'è. Per la costruzione della sublagunare non c'è un euro pubblico stanziato e non sono disponibile a litigare per realizzate opere non finanziate. Così si fa del male al centrosinistra».

«No, caro Vanni - scrive il deputato veneziano - non sono disponibile ad andare a pietire da Lunardi, come da Galan. A questo si riduce il rapporto con l'Italia berlusconiana. Il rapporto con il centrodestra, seguendo le procedure e la filosofia della legge obiettivo, vuol dire meno mercato, meno trasparenza, meno risorse per l'imprenditoria sana veneziana, meno rispetto per la città e il suo ambiente lagunare. Quanto alla sublagunare, ha senso la richiesta di attivazione di finanziamenti pubblici e privati, a una condizione: che l'oggetto dell'investimento sia la riqualificazione di un'area che comprenda l'Arsenale, l'Idroscalo, Sant'Andrea e una parte del Lido. In questo contesto è necessario un trasporto veloce, anche sublagunare. Così si mantiene la gestione di una qualsiasi linea di trasporto, viceversa pagherebbero le già esigue casse dell'Actv».

«Infine, caro Vanni - conclude Vianello - ti dice niente il fatto che Lunardi per poter proseguire la realizzazione delle "grandi opere" sia costretto ad annunciare l'introduzione del pedaggio, che graverà sulle tasche di milioni di famiglie italiane, di 4.200 chilometri di strade Anas?».

Ma sulla sublagunare il confronto non è solo politico. Anche il mondo economico non resta a guardare. Il presidente della Camera di commercio, Massimo Albonetti, ricorda come il progetto di cui si sta discutendo sia nato proprio sotto l'egida dell'ente camerale. «A partire dal 1998 - spiega - la Camera di commercio si è impegnata nella realizzazione di infrastrutture con gli studi di fattibilità della Romea commerciale e del Passante e il progetto preliminare della Sublagunare, con un investimento di 4 miliardi di vecchie lire. Questo ci ha permesso, senza protagonismi, di cedere al Comune lo strumento necessario per il project financing, così che l'opera potesse diventare realtà». Un percorso che parallelamente ha dato risultati anche sul piano della mediazione fra categorie e politica. «Con anni di anticipo sulla legge Merloni, che solo nel 2000 riconosce alla Camera di commercio un ruolo nelle infrastrutture - aggiunge Albonetti - abbiamo cercato di costruire intorno ai progetti il consenso di tutti, con l'obiettivo di mettere in rete coloro che possono decidere per portare risorse a Venezia. Così come va riconosciuto alla Camera di commercio di Venezia l'impegno nel facilitare i rapporti sia con il ministero, sia con la Regione».

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