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0 > Urbanistica e pianificazione > Pagine di storia
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Ci sono stati momenti decisivi per l'urbanistica italiana. Momenti in cui i temi dell'urbanistica sono diventati popolari, e magari politicamante centrali. E momenti in cui la pratica della pianificazione ha ricevuto e praticato nuovi strumenti. Ma anche momenti particolarmente bui. Qui se ne raccolgono cronache e documenti


Guidarini, Stefano (15.06.2011)
Le contraddizioni (a dir poco) della cultura urbanistica di una intera generazione di “maestri” del razionalismo italiano, in una interessante lettura critica da Territorio n. 57, 2011 (f.b.)
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(04.05.2008)
La dichiarazione di principi sulla salvaguardia ed il risanamento dei centri storici, approvata nel settembre 1960: il testo di un documento storico e attuale
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Nebbia, Giorgio (15.08.2011)
Una bella e amara pagina di storia per celebrare i cinquant’anni della "Società degli Amici di Ronchi e Poveromo", una delle primissime associazioni ambientaliste italiane, agosto 2011 (m.p.g.)
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Hayden, Dolores (07.03.2008)
L'ambiente di vita segregata della schiavitù casalinga progettato a tavolino nel XIX secolo. Estratti da: Building Suburbia. Green Fields and Urban Growth, 1820-2000, Random House, 2003 (f.b.)
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Roccella, Alberto (17.04.2012)
Un autorevole giurista ricorda un importante traguardo (a sua volta punto di artenza per ulteriori conquiste) raggiunto all’alba del glorioso e drammatico ventennio delle riforme della struttura sociale e civile dell’Italia. Scritto per eddyburg, 17 aprile 2012
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1885, Il colera a Napoli
L'epidemia di colera, la cultura politica e igienista, uno degli sviluppi fondativi dell'urbanistica moderna italiana. Scriveva Matilde Serao: "Vi lusingate che basteranno tre, quattro strade, attraverso i quartieri popolari, per salvarli? Vedrete, vedrete, quando gli studi, per questa santa opera di redenzione, saranno compiuti, quale verità fulgidissima risulterà: bisogna rifare". Aveva ragione, molto più di quanto non immaginasse (a cura di F. Bottini)

1942, la Legge Urbanistica
Virgilio Testa ancora nel 1935 scrive: "All'epoca delle automobili-razzo e degli aeroplani capaci di attraversare in poche ore gli oceani, lo sviluppo degli abitati è regolato ancora con norme pensate, discusse e approvate quando non esisteva nemmeno la bicicletta!". Nel 1942, dopo quasi vent'anni di dibattito teorico e politico, l'Italia negli anni di guerra si dà (in grave ritardo sui paesi europei) una legge urbanistica generale. E' una buona legge per l'epoca, ma come è stato osservato: "una legge che si ponga al di là dei traguardi già conseguiti nei conflitti sociali .. è destinata a rimanere sulla carta".

1951, il Piano Intercomunale Milanese
Nell'Italia del boom economico, esplode anche la sua principale area metropolitana: nelle contraddizioni e nelle idee di intervento e piano. L'intercomunalità, nell'ampio dibattito interdisciplinare, diventa un contenitore di idee sociali, economiche, ambientali e politiche (a cura di Fabrizio Bottini)

1963, La proposta Sullo
La vicenda del disegno di legge urbanistica presentato dal ministro Fiorentino Sullo è decisiva per valutare gli sforzi che sono stati compiuti per introdurre in Italia criteri moderni di governo del territorio applicati da decenni in altri paesi europei e le ragioni del loro insuccesso.

1966, La frana ad Agrigento
Il crollo che rivelò agli italiani le conseguenze dell'uso dissennato del territorio e indusse il Parlamento a legiferare perchè la pianificazione urbanistica diventasse il metodo generalizzato per governare le trasformazioni del suolo. Pochissimi mesi dopo, le alluvioni a Firenze e a Venezia ribadirono la denuncia e l'allarme

1966, Il PRG di Tricarico
Un'esperienza nel profondo Mezzogiorno d'Italia, che si avvia nell'anno del crollo di Agrigento e prima della "Legge ponte". Una delle più interessanti e compiute iniziative di pianificazione urbanistica, nella quale si anticipano le pratiche di partecipazione e si rivela grande lucidità sui diversi aspetti della pianificazione e dei suoi rapporti con la società.

1968, il Parco della Valle del Ticino
Quella valle del fiume era lì da sempre, apparentemente immutabile, ma invece si trasformava eccome. Troppo in fretta, e troppo male, pensò qualcuno. Non era affatto solo, e dalle spinte partecipative dal basso degli anni '60 del secolo scorso, da una nuova sensibilità ambientale e sociale, nacque il parco, processo di pianificazione e decisione, ente di gestione, esperienza collettiva destinata a durare tra alti e bassi sino ai nostri giorni. I testi raccolti qui sono una breve antologia, che dai primi passi partecipativi, anche attraverso i rapporti ufficiali dell'Ente, tenta di ricostruire la complessità del percorso (a cura di Fabrizio Bottini).

Altre pagine
Atri momenti da ricordare e su cui riflettere, in attesa di organizzare un dossier su ciascuno di essi





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Settis, Salvatore
( 26.10.2012 08:31 )
Emiliani, Vittorio
( 22.10.2012 20:23 )
Settis, Salvatore
( 21.10.2012 14:30 )
Lungarella, Raffaele
( 16.10.2012 04:44 )
( 07.10.2012 15:28 )
( 07.10.2012 10:13 )
Eddyburg
( 28.09.2012 14:27 )
Mancini, Oscar
( 28.09.2012 14:10 )
Salzano, Edoardo
( 27.09.2012 15:09 )
D'Onofrio, Francesco
( 27.09.2012 15:05 )
Emiliani, Vittorio
( 02.09.2012 17:09 )
Foschi, Marina
( 02.09.2012 13:39 )
( 31.08.2012 08:05 )
"The Right to the City for the Defense of Common Goods", Dialogo tra l'ecologista canadese Dimitri Roussopoulos e l'urbanista Edoardo Salzano, Napoli, 3 settembre ore 9,00 -->
Montanari, Tomaso
( 29.08.2012 16:11 )
De Lucia, Vezio
( 28.08.2012 16:47 )
( 28.08.2012 16:35 )
Turroni, Sauro
( 27.08.2012 12:01 )
( 23.08.2012 15:12 )
Montanari, Tomaso
( 11.08.2012 15:26 )
( 05.08.2012 11:12 )

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